28/11/2017
MODA - Credito d'imposta, approfondimenti
Le indicazioni fornite dal Ministero chiariscono che tra le attività di ricerca e sviluppo ammissibili al nuovo credito d’imposta possano rientrare anche quelle poste in essere dalle imprese operanti nel settore del tessile e della moda, collegate alla ideazione e realizzazione dei nuovi campionari, non destinati alla vendita. Ciò nel presupposto che in tali comparti produttivi il mantenimento del livello di competitività richiede all’impresa continui investimenti per l’introduzione di prodotti nuovi o notevolmente migliorati per il mercato.
Sono però escluse espressamente dalle attività ammissibili “le modifiche ordinarie o periodiche apportate a prodotti, linee di produzione, processi di fabbricazione, servizi esistenti e altre operazioni in corso anche quando tali modifiche rappresentino miglioramenti” - e specificata la precisa delimitazione delle fasi delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili, rispetto alle fasi concernenti le ordinarie attività industriali e commerciali caratteristiche del settore.
Al riguardo, appare opportuno ricordare che, come chiarito dalla circolare interpretativa n. 46586 del 2009, nei settori in questione possono considerarsi rilevanti, quali attività di ricerca industriale e sviluppo pre-competitivo, l’insieme dei lavori organizzati dall’impresa ai fini dell’elaborazione e della creazione di nuove collezioni di prodotti. Più in particolare, è nelle fasi della ricerca e ideazione estetica e nella conseguente realizzazione dei prototipi dei nuovi prodotti che può astrattamente individuarsi “quel segmento di attività diretta alla realizzazione del prodotto nuovo o migliorato, al quale collegare l’agevolazione che premia lo sforzo innovativo dell’imprenditore”. Tale processo di creazione di prodotti nuovi o migliorati potrà in concreto apprezzarsi, a seconda dei casi e in conformità alle prassi commerciali del settore, in rapporto ai materiali utilizzati, alla combinazione dei tessuti, ai disegni e alle forme, ai colori o ad altri elementi caratterizzanti le nuove collezioni rispetto alle serie precedenti. Mentre le attività finalizzate a semplici adattamenti di una gamma di prodotti esistenti attraverso, ad esempio, l’aggiunta di un singolo prodotto o la modifica, ad esempio, unicamente dei colori proposti o di un elemento di dettaglio, non possano costituire attività ammissibili al credito d’imposta in quanto modifiche ordinarie o di routine.
L’impresa dovrà predisporre, ai fini dei successivi controlli, la documentazione necessaria e gli elementi rilevanti ai fini della dimostrazione dell’ammissibilità degli investimenti sostenuti.
Resta inteso che, anche per il settore moda come per tutti gli altri settori produttivi, sono da considerarsi ammissibili le attività di ricerca e sviluppo anche nel caso in cui esse non siano collegate all'ideazione e realizzazione dei nuovi campionari. Si fa riferimento in particolare alle attività di ricerca e sviluppo quali, ad esempio, la ricerca finalizzata all’innovazione dei materiali o delle tecniche di lavorazione.
Anche per il settore moda, come per tutti gli altri settori produttivi, sono inoltre applicabili gli incentivi previsti l’art.1, commi da 8 a 13 della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (cd. super e iper-ammortamento) per le imprese che investono in beni strumentali nuovi, in beni materiali e immateriali (software e sistemi IT) funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi in chiave Industria 4.0.
 
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